According to a survey of the National Institute on the National Abuse and Alcoholism (NIAAA), "Currently, nearly 14 million Americans abuse alcohol or are alcoholic".
Although Amricans are not allowed to drink alcohol until they are 21, many people begin drinking at high school.
College drinking has become a huge problem in the USA: about two out of five college students are involved in binge drinking, an additional two out of five college students drink—but not to excess—while only one in five does not use alcohol at all.
This is due to the fact that many students view drinking as a rite to join a new social environment, as a way to integrate into college communities: in their opinion it is an essential factor for social success.
They are not aware of all the risks the excessive use of alcohol may cause. The consequences of alcohol abuse are numerous and serious: according to a series of studies, around 1,400 college students die each year because of alcohol-related accidents; about 500,000 students are unintentionally injured under the influence of alcohol; thousands of cases of assaults and sexual abuse are due to excessive drinking; 400,000 students between 18 and 24 had unprotected sex as a result of drinking; and more than 150,000 young people have alcohol-related health problems.
It is for this reason that a number of information and prevention campaigns have been organized in the USA. There is the hope that, by informing students about all the damage alcohol may cause, college drinking phenomenon and its related consequences will decrease.
Resources
Anche in Italia i risultati delle ricerche sull’uso di alcolici da parte dei giovani stanno destando più di qualche preoccupazione. In particolare, poiché ci si sta accorgendo che contemporaneamente diminuisce l’età d’assunzione e aumentano le quantità assunte, associazioni e istituzioni politiche congiuntamente stanno intentando di sensibilizzare i diretti interessati, le loro famiglie e gli esercenti, discutendo anche sulla possibilità di ricorrere ad alcune restrizioni.
Molti sono ormai concordi nel ritenere questo incremento di consumi un fenomeno associato alla condizione psicologica giovanile, sempre più influenzata dalla necessità di evadere il disagio adolescenziale e di trovare alternative alla percezione quotidiana. Secondo una tale visione, i giovani, desiderosi di trovare una propria sicura identità all’interno del loro gruppo, sarebbero attratti dall’eccessiva assunzione di alcol, la quale donerebbe loro il piacere dell’ebbrezza devastante.
L’idea di abuso, oltre ad essere legata alla quantità, è soprattutto d’ordine sociale: esso avviene allorchè il piacere del gusto passa in secondo piano rispetto all’effetto euforico che si va ricercando in una determinata sostanza e che costituisce il grimaldello per il successo nella società.
Anche il passaggio dalla concezione tradizionalista e collettiva del bere, fondata cioè sul consumo di vino nei tipici luoghi della ristorazione (trattorie, osterie, ristoranti, ecc…), ad una più esterofila ed individualista, fondata cioè sul consumo di birra e superalcolici in pub e discoteche, testimonia efficacemente il fatto che l’aspetto sociale della libagione è reso subalterno alla rappresentazione della bevanda come mezzo di ascesa sociale. In altre parole, si può parlare di due visioni a confronto: una a carattere orizzontale e compartecipativo; l’altra a carattere verticale e disgregativo.
L’abuso di alcol può condurre a due ordini di risultati: il primo è patologico e ha a che fare con i casi di alcol-dipendenza; il secondo è sociale e ha a che fare con casi di disagio, violenza ed incidenti stradali.
Alcuni autori preferiscono invece proporre un approccio causale all’abuso, individuando tre principali ordini di cause:
1) alcolismo come modalità d’integrazione al mondo degli adulti;
2) alcolismo come “automedicazione” tesa a lenire le crisi adolescenziali (noia, solitudine, complessi d’inferiorità, …) e alcune patologie (ansia, depressione, ...);
3) alcolismo d’origine tossicomaniacale, ossia visto come complementare all’uso di droghe.
Al di là di queste categorizzazioni, rimangono i dati a fornire un’immagine paradigmatica: secondo amarcord il 74% dei giovani (15-24 anni) intervistati dichiara di aver assunto alcolici negli ultimi tre mesi; il 60% beve birra, il 40 % vino, il 34% aperitivi e digestivi, il 21 % superalcolici.
Un ultimo aspetto interessante è dato dalla distinzione fra libagioni regolari (tipiche degli adulti) ed episodiche (tipiche dei giovani). Sebbene tendenzialmente (almeno per quanto concerne le problematiche) si è portati a considerare più negativamente un fatto regolare rispetto ad uno occasionale, in questa circostanza le parti si possono paradossalmente rovesciare. Infatti, come suggerisce Kreitmann, i bevitori episodici rappresentano un rischio maggiore per la collettività, in quanto i loro comportamenti sono statisticamente e socialmente più perniciosi dei cosiddetti bevitori cronici. Per esempio, probabilmente a causa di inesperienza ed alti dosaggi, i gravi incidenti stradali derivano in gran parte da comportamenti di consumatori episodici, i quali rappresentano in questo modo individui ad alto tasso di pericolosità.
Photo source: http://www.flickr.com
Uno dei fenomeni più visibili della Padova universitaria è sicuramente rappresentato dallo spritz, un aperitivo di colore rosso-arancio composto da aperol, vino bianco (molto spesso, il prosecco) e acqua frizzante.
Il fenomeno SPRITZ
Da parecchio tempo ormai lo spritz è visto come un modo per favorire l’aggregazione e l’incontro dei giovani, e anche un rituale da consumare nelle piazze del centro storico. Questo fenomeno, tuttavia, desta preoccupazione principalmente per due motivi: primo, gli aperitivi sono serviti in bicchieri di plastica che regolarmente imbrattano le piazze e le stradine del Ghetto per la disperazione dei residenti; secondo (e molto più importante), per il forte consumo di alcol da parte dei giovani. E questo grazie anche alle offerte Happy Hour, che invogliano a bere sempre di più.
I giovani veneti e l'alcol
Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, in Veneto si consumano in media più alcolici che nel resto d’Italia e questo fatto riguarda sia uomini che donne e investe ogni tipo di bevanda alcolica (vino, birra, superalcolici e aperitivi). A riprova, ecco il grafico riguardante i giovani
Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool
Page Information
|
Wiki Information |
![]() Update to PBwiki 2.0 An entirely new PBwiki experience, including folders and easier editing. |